Una cosa ci accomuna: il bisogno primordiale di nausearsi di tutto quanto possa avere attinenza con la fotografia. Fotografare, commentare le diapositive con gli amici, girare per mostre, divorare riviste a caccia di qualche succulenta anteprima, passare ore in camera oscura, curiosare nei mercatini dell'usato sono precise necessità fisiologiche, per molti ben più importanti del nutrirsi e del vestirsi. E tutto ciò non è ovviamente fine a se stesso, ma diventa propedeutico alla regina tra le attività umane: guardare il mondo attraverso il foro di un otturatore, un momento irrinunciabile, un piacere senza confini. [segue]